R.T.O. 8/02/2016: Vestire la divisa fuori dal terreno di gioco

Una lezione tecnica diversa dal solito con Anselmo Pagani

di Andrea Colombo

È stata una lezione tecnica diversa dal solito: nessun arbitro a livello nazionale ad intrattenere la platea e nessun video di Serie A da commentare. Il confronto avuto con Anselmo Pagani, presidente della commissione disciplinare della regione Lombardia, ha avuto l’effetto sperato, ossia capire in profondità cosa significa vestire la divisa fuori dal terreno di gioco. Anselmo entra subito nel vivo della materia, avvisando i presenti: “Avete davanti un’ora di teoria, ma riusciremo insieme a tradurla nella vita pratica di tutti i giorni e sarà utile per il vostro futuro”. Ed il risultato al termine della Rto si legge sui visi dei giovani colleghi che, uscendo dall’aula, hanno una espressione più matura e conscia delle conseguenze di un ruolo che, forse inconsapevolmente, ha attribuito loro numerose responsabilità. “Nessuno ci obbliga ad arbitrare le domeniche pomeriggio - afferma l’ex arbitro a livello interregionale Pagani -: quando avete superato l’esame al termine del corso arbitri avete implicitamente aderito al codice etico e a tutte le sue applicazioni concrete”. L’astrattezza del codice e degli oltre cinquanta articoli lascia il posto ad esempi di grande impatto su tutti i presenti: “Se siete multati alla guida della vostra auto - esemplifica l’ospite - non siete comuni cittadini, ma prima di tutto arbitri di calcio. Facciamo notizia proprio perché abbiamo un ruolo autorevole”. La materia è complessa ma Anselmo riesce, con ironia ed empatia, a rendere tutto più semplice: “Anche io ho un profilo facebook, ma non esprimo nessun parere sul mondo calcistico e neanche su quello arbitrale; come potremmo essere credibili agli occhi degli altri dopo affermazioni sportive, politiche o peggio ancora sessiste o razziste?”. Siamo tutti in silenzio, forse c’è chi pensa all'ultima volta in cui ha utilizzato male i social e chi invece finalmente comprende il valore della figura arbitrale, così difficile da mantenere senza macchia. “Dobbiamo rimanere intonsi affinché - continua Pagani - quando arriveremo a giudicare su un campo di calcio l’operato sportivo dei contendenti, non saremo accolti da nessun pregiudizio. State sempre con gli occhi aperti, dentro e fuori dal campo”. E così  la riunione scorre tra esempi di vita quotidiana a cui pochissimi avevano fin d’ora dato peso: “La commissione disciplinare ha accolto più di 400 casi durante tutto l’anno scorso: quando siete convocati davanti alla commissione è vostro dovere portare motivazioni ed argomentazioni per difendere la vostra posizione. Dalla semplice quota associativa non pagata  - conclude Anselmo - all’essere entrati attivamente in politica senza preavviso, fino alla mancata fedeltà nel riportare nel referto i fatti accaduti o all'aver accettato di dirigere partite non ufficiali”. Una lezione tecnica che ci porteremo nella vita di tutti i giorni.