AL CASTELLO DI CASIGLIO IL RADUNO SEZIONALE DI METÀ STAGIONE

Quando i dettagli possono davvero fare la differenza

di Luca Bellasio

“Abbiamo scelto proprio voi per spronarvi ad alzare l’asticella un po’ più in là”. Sono le parole con cui il Presidente Adriano Sinibaldi apre il raduno di metà stagione, lunedì 8 febbraio, un’importante giornata di crescita arbitrale. Ed è Mattia Caldera, arbitro in forza alla CAI, a dirigere l’allenamento mattutino per svegliare i muscoli, ancora affaticati dalle partite del weekend.
Dopo una piccola pausa per la doccia, il ritrovo è fissato nella sala riunioni del Castello di Casiglio a Erba, con i primi spunti di riflessione: “all’inizio di ogni partita, le squadre si studiano e si delineano gli equilibri - ha affermato Alessandro Di Graci, arbitro comasco della Can D, sta a noi impostare il metro di giudizio ed intervenire nel momento opportuno quando questi si spezzano, altrimenti la partita ci scappa di mano e non riusciamo più a controllarla”.
 
Dopo la pausa pranzo, alle 14 si ritorna in sala riunioni e, tramite la visione di filmati sulle partite dei nostri colleghi Edoardo Bertin, Stefano Moretti, Daniele Chindamo e Stefano Raineri, viene messo in evidenza come unendo più dettagli si possa ottenere la perfezione nella prestazione in campo.
 
Ci concentriamo soprattutto sull’aspetto comportamentale, ossia la gestione dei calciatori sul terreno di gioco e delle panchine, che possono diventare un elemento scomodo. In particolare, l’analisi della partita di Edoardo ci suggerisce una riflessione sull’applicazione del vantaggio: “È  importante aspettare quel decimo di secondo in più per vedere lo sviluppo dell’azione ed evitare di interrompere il gioco inutilmente”, chiude Mattia.
Arriva il temuto momento dei quiz sul regolamento, 24 domande da svolgere in 10 secondi ciascuna. Quando gli organi tecnici Rinaldo Arnaboldi e Mario Correggia, cui è affidata la correzione delle schede, comunicano i risultati, positivi per alcuni, un po’ meno per altri, è già ora della pausa di metà pomeriggio.
 
Riparte quindi la visione dei filmati ed ancora Mattia ci parla di prevenzione: “Laddove è possibile dobbiamo preferire il richiamo ufficiale, mentre il cartellino va considerato solo come secondo step. È poi importante ricordare ad un calciatore che è già stato ammonito in precedenza - continua il collega - e cercare di prevedere lo sviluppo del gioco portandosi nella posizione più opportuna, essere rapidi e decisi nell’intervenire sulle discussioni tra giocatori, usare un linguaggio ed una gestualità efficace”. Sono tutti elementi che possono farci fare il salto di qualità. Interviene quindi Michele Alverdi, organo tecnico nella nostra Sezione, che ci ricorda come “l’arbitro, nella sua prestazione, non deve limitarsi a vedere i falli ed usare i cartellini, ma deve far capire alle due squadre che è presente sul terreno di gioco, tramite richiami efficaci e un comportamento adeguato, aspetto che distingue una prestazione mediocre da una buona direzione di gara”.

Infine Emilio Ostinelli ci invita a mettere in pratica gli spunti di riflessione offerti dalla giornata di raduno ed insiste sull’aspetto motivazionale: “Solo dalla voglia di non sentirsi mai arrivati e dalla determinazione in campo può nascere qualcosa di importante nella nostra carriera”. Come del resto avviene in tutta la nostra vita.