PILLOLE DI SPORT: Giovani, divertiamoci facendo sport

Proseguiamo con la rubrica dal titolo “Pillone di sport” in cui l’arbitraggio viene studiato da più punti di vista, vissuto da diverse prospettive con lo scopo di stimolare curiosità nei colleghi arbitri che potranno approfondire gli argomenti affrontati qui in sintesi. Buon lettura!
di Luca Bellasio


Oggi più che mai, in una società sempre più caratterizzata dalla crisi dei valori, è evidente come i giovani si stiano disaffezionando allo sport. Questo difficile rapporto non è di certo agevolato dai ritmi frenetici che condizionano la nostra vita, ma la causa è anche da ricercarsi nelle abitudini mutate dei nostri ragazzi i quali, dopo una giornata di studio o di lavoro, preferiscono sempre di più rifugiarsi su un divano a casa propria piuttosto che uscire all’aria aperta e fare magari una corsa al parco. 
Nonostante le offerte delle società sportive sul territorio siano molteplici e spesso attente alle esigenze dei giovani, questi ultimi sembrano purtroppo maggiormente attratti da altre prospettive di vita molto meno salutari, che però portano all’isolamento dalla società stessa. Essi sembrano infatti essersi dimenticati dei valori che può trasmettere la pratica di uno sport, sia esso di squadra o individuale. 
Cosa c’è di meglio che poter condividere una vittoria insieme ai propri compagni di squadra?  
Inoltre non sono assolutamente da trascurare elementi come la gestione del proprio corpo e della fiducia in se stessi, che possono e devono essere riportati nella vita e nelle situazioni di ogni giorno. 
Un altro elemento da non sottovalutare è l’importanza di avere rapporti con altre persone, altrimenti preclusa se si continua a preferire l’isolamento nel proprio ufficio o nel proprio salotto. Lo sport insegna inoltre quali sono le difficoltà della vita, ci prepara ad affrontare situazioni sempre nuove e a non scoraggiarci di fronte alle difficoltà che inevitabilmente si presentano sul nostro cammino. 
Esso ci permette poi di apparire così come siamo, con la possibilità di imparare dai nostri errori e migliorarci continuamente grazie all’aiuto dei compagni di squadra, ma anche degli avversari. Eppure negli ultimi anni le esigenze dei giovani sono diventate altre e nei casi in cui i ragazzi si avvicinano a qualche attività sportiva l’unico fine è quello di sconfiggere l’avversario e dimostrare a tutti la propria superiorità. Questo può creare nella loro mente delle false illusioni, che vengono distrutte quando si scontrano con la vera realtà delle cose: solamente i sani valori dello sport possono ispirarci e darci uno spunto per riflettere sulle situazioni che quotidianamente affrontiamo. 
Un esempio di sport vissuto come mezzo per affrontare le difficoltà della vita e come continua ricerca di miglioramento è sicuramente Alessandro Zanardi, che in una sua citazione si rivolge proprio ai giovani: “Questa è la chiave. Lo dico ai giovani che vogliono avventurarsi nello sport: se vuoi diventare numero uno per i soldi o le veline non ce la farai mai, forse ce la farai se lo fai per divertirti”. Lo sport infatti ha questa straordinaria caratteristica intrinseca: si può vincere o perdere, ma sempre dopo un percorso in cui il divertimento è il vero ed unico carburante dei nostri sacrifici.