LA PREPARAZIONE ENTRA NEL VIVO


La giornata inizia presto, con la verifica dell'altezza, del peso e del visus ed anche con un po’ di tensione pre test, ma una buona colazione e lo spirito di gruppo spronano tutti i colleghi a raggiungere il terreno di gioco sotto una forte pioggia.

Dopo il riscaldamento il cielo grazia il gruppo che può così dedicarsi con anima e corpo ai test atletici: i 40 metri e lo yo-yo sono infatti rinfrescati da un leggera pioggerellina.
L’impegno di tutti colpisce il presidente Adriano Sinibaldi, che alla fine delle prove affermerà: “State dimostrando di aver capito che la parte atletica è un aspetto fondamentale nella carriera di un arbitro e per questo sono molto soddisfatto”.

Quando tutti i colleghi hanno completato il defaticamento è nata spontaneamente una partita di calcio che porta con sé la gioia di aver eseguito test e quiz tecnici: agli ordini di Mattia (che sulle fasce laterali è coadiuvato da Filippo e Anais) sette sono le reti messe a segno con uno spettacolare contropiede magistralmente insaccato da velocissimo Amos che assegna la vittoria alla squadra nera. Dopo una veloce doccia, ci rifocilliamo per poi organizzare la foto di gruppo in divisa nell’anfiteatro dell’Hotel: come un vero raduno nazionale di Sportilia anche noi abbiamo fissato questo importante momento di crescita!
Alle 15:00 con puntualità ormai “comasca” Mattia e Andrea illustrano le direttive per impostare un corretto spostamento e posizionamento: scopo della riunione è stimolare un dialogo aperto sui vantaggi di una precisa linea di anticipo dell’azione e, in situazione statiche, una scelta preventiva sul luogo da cui osservare le conseguenze di un calcio da fermo.
Cristiano ha poi messo a disposizione il filmato di una sua partita da cui è nato un dibattito tra tutti i colleghi su ogni episodio: testimonianza del fatto che dall’errore di uno possono nascere benefici per tutti e che l’umiltà di arbitro nell’analizzare le proprie prestazione non deve mai mancare.
La serata si è poi conclusa tra canti e balli a confermare che il raduno sezionale è prima di tutto condivisione.
Andrea Colombo