RIUNIONI: UN INCONTRO TUTTO "IN ROSA"

Una riunione dedicata alle donne. La componente femminile della nostra sezione, rafforzatasi durante gli ultimi anni nel numero e nell’affiatamento (arrivando a quota 34), si è riunita per un momento di incontro dedicato alle quote rosa. La serata, tenuta dall’arbitro CAI, Elena Tambini, ha avuto lo scopo di confrontarsi sulle problematiche e sulle difficoltà comuni, oltre che riflettere sul ruolo della donna nella storia della cultura calcistica. Dopo una breve riflessione introduttiva sulle differenze fisiche, storiche, culturali e sociali tra uomini e donne  (che richiedono a una ragazza un maggiore impegno e grande tenacia), la serata è proseguita su incipit delle parole di un grande collega: “Un arbitro non si giudica dai suoi successi, ma per tutte quelle volte che è caduto ed è riuscito a rialzarsi. L’importante è non mollare mai” (cit. Roberto Rosetti). Un concetto importante per delineare la grande forza d’animo che deve avere l’arbitro in un percorso dove possono essere numerose le difficoltà, ma molto grandi le soddisfazioni.

La cosa fondamentale è sentirsi sempre a proprio agio nel ruolo ed essere convinte dentro di quello che si sta facendo – ha spiegato Elena – Non fatevi scoraggiare dai giudizi negativi, ma usateli come stimolo per fare sempre meglio”. Dalla motivazione alla pratica, si è poi parlato di comportamentale. Un aspetto su cui le donne possono fare la differenza. "E’ importante comprendere la psicologia dei giocatori, interpretare e capire i momenti della gara e sapere come porsi nel rapporto coi calciatori". Si è quindi parlato di gestualità, tono della voce, distanza e professionalità. Diverse le domande delle ragazze presenti che hanno cercato il confronto con la loro esperienza domenicale in campo. Dal comportamentale al tecnico, è stato sottolineato più volte come la precisione tecnica sia la prima e principale forma di prevenzione. Fondamentale in questo senso guardare le partite dei colleghi, riguardare le proprie gare e non smettere mai di apprendere. La conoscenza infatti è il più grande potere dell’arbitro. Per questo si è concluso parlando della preparazione alla gara e di come sia importante, a tutti i livelli, conoscere tutto ciò che è possibile sapere sulla partita che si va a dirigere.