LA GIORNATA COMASCA DELL'ARBITRO NAZIONALE EUGENIO ABBATTISTA DI MOLFETTA

Ricca giornata comasca per il collega di Molfetta Eugenio Abbattista: "Critica continua su sé stessi, determinazione e attaccamento alla propria Sezione non possono essere trascurati nella crescita di chi è Arbitro dentro e fuori dal campo"

L’incontro con Eugenio Abbattista è andato al di là delle aspettative, già di per sé molto elevate. Una giornata intensa, scandita dai numerosi consigli di un collega che ha già diretto quasi cinquanta gare nel campionato cadetto, l’ultimo step prima dell’olimpo arbitrale. Ore 16:30, un gruppetto di colleghi comaschi attende con ansia l’ospite nazionale ed in poco tempo ci troviamo immersi nel war-up di riscaldamento che precede l’allenamento vero e proprio: “Imparate a vivere le sedute allenanti in funzione dei 90 minuti - ci sprona Eugenio -: in pista si conosce il proprio corpo e si superano i limiti fisici che erroneamente pensiamo di avere”. Il defaticamento arriva in un lampo ed ogni sguardo incrociato con Eugenio è una buona occasione per chiedergli spiegazioni, con l’obiettivo di raggiungere maggior consapevolezza dentro e fuori dal campo. Dopo il saluto del presidente Adriano Sinibaldi, un video introduttivo riassume le tappe dell'arbitro di Molfetta (il settimo arbitro pugliese ad arbitrare in Serie A) per i colleghi che non hanno avuto la fortuna di allenarsi nel pomeriggio. La serata entra subito nel vivo: “Dobbiamo fare nostra la caratteristica dei personal computer, ossia la multiprogrammazione - esordisce Eugenio -: oggi l’arbitro deve essere multitasking per svolgere più funzioni contemporaneamente e condurre una direzione di gara all’altezza del calcio moderno”. Ma per Eugenio non basta: “Per strutturare la nostra personalità, non dobbiamo scordare che i nostri comportamenti, abitudini e valori scrivono il nostro destino e devono essere in linea con la figura autorevole di arbitri: ricordiamoci che quando usciamo dallo stadio rimaniamo sempre arbitri di calcio”. La brillantezza del collega pugliese tiene alta l’attenzione della sala e, prima di affrontare gli aspetti prettamente tecnici, viene sottolineato un principio fondamentale da mettere in pratica per raggiungere obiettivi importanti: “Chi prima capisce il metodo giusto, prima può aspirare a vivere la categoria successiva: la critica continua su sé stessi, la determinazione e l’attaccamento alla propria Sezione non possono essere trascurati nella nostra crescita. Quando scendete sui campi rendete onore ai vostri primi formatori”. Una crescita che oggi può basarsi su un tassello in più, capito ed approfondito grazie a numerose azioni di gioco di Eugenio, che egli stesso ha selezionato per provare a non ripetere alcuni errori. “Non fatevi influenzare dalle informazioni che avete individuato prima del fischio di inizio, queste vi devono aiutare a preparare gli eventi, ma una volta iniziata la gara giudicate ciò che vedete”, è il monito del collega, che discuterà poi con tutti i presenti numerosi temi tra cui il fallo di mano, la prevenzione tecnica, la simulazione e la preparazione alla partita. Le domande dei giovani colleghi trovano risposte convincenti ed intrise di passione da parte di Abbattista, che dopo un lungo applauso regalerà a tutta la Sezione la propria divisa. “Siamo fieri di inaugurare il libro dei ricordi con la tua fotografia, perché - interviene Emilio Ostinelli, amico di Eugenio e suo collega fino all’anno scorso -, grazie alla condivisione di questi momenti tutta la Sezione ti seguirà con ancora più interesse”.  Con una targa celebrativa di questa intensa giornata abbiamo voluto ringraziare Eugenio per averci testimoniato che, come reciterà la sua dedica sul nostro libro, “Se puoi sognarlo, puoi farlo”. 
Andrea Colombo

Eugenio con il gruppo di ragazzi al campo di allenamento

Un momento della riunione

La platea

Il reciproco scambio di doni

Il reciproco scambio di doni

Emilio Ostinelli presenta il libro dei ricordi

La dedica sul libro dei ricordi