LA VISITA A COMO DI ANDREA GERVASONI: "L'ARBITRAGGIO E' UN VESTITO SU MISURA"

L’arbitro di serie A ospite in Sezione: “Raggiungiamo l’uniformità tecnica con studio approfondito del regolamento e delle situazioni di gioco” 


Una serata all’insegna della tecnica pura, coinvolgente, con domande rivolte direttamente ai giovani colleghi senza passare dalla visione dell'innaturale moviola: “Siete arbitri di calcio ed un momento di distrazione vi rovina la prestazione; siate quindi sempre vigili e pronti a decidere”. È questo il consiglio iniziale ed il modo di impostare la riunione da parte dell’arbitro di serie A, Andrea Gervasoni della Sezione di Mantova, che è stato ospite della nostra Sezione lunedì 23 febbraio. 


Visione del filmato, decisione tecnica e decisione disciplinare, così come avviene sul terreno di gioco la domenica mattina. “Dovete crearvi un database sempre più ampio di azioni di gioco, per avere soluzioni pronte al verificarsi degli eventi - ci spiega Andrea -: fidatevi solo di ciò che avete visto e dell’istintiva decisione che spesso risolve situazioni in maniera naturale e convincente”. Per Gervasoni il pensiero strutturato dopo il fischio è spesso dannoso, perché quando prendiamo una decisione diversa dalla prima, pensata di pancia, è già mutata la situazione in gara e da una condotta gravemente sleale si può passare in pochi secondi a comminare in maniera errata una ammonizione.
La concentrazione è poi, per l’arbitro mantovano, quella qualità che deve appartenere ad ogni arbitro, ma è necessario lavorare su sé stessi: “Non si nasce concentrati e neppure si arriva ad una concentrazione elevata appena iniziamo la partita: più si avvicina il fischio di inizio, più dobbiamo sforzarci di raggiungere con serietà un status mentale che ci permetta di entrare con la giusta determinazione ed essere percepiti da tutte le componenti in campo capaci di prendere decisioni giuste”. Il senso di giustizia è infatti per Gervasoni un obbligo che ogni giacchetta nera deve ricordare nell’impostazione di una direzione arbitrale: “I calciatori sono abili nel percepire immediatamente i nostri errori e mettono la nostra gara in salita quando subiscono decisioni inique”. Ed è per questo che Andrea ha insistito per tutta la riunione sull’aspetto tecnico: “Dobbiamo sforzarci di raggiungere l’uniformità tecnica con lo studio del regolamento, delle situazioni di gioco e grazie ai consigli dell’osservatore - ci spiega il fischietto mantovano -: non dimenticatevi che è nella Sezione che si cresce umanamente e come arbitri”.
Per tutto il resto, “l’arbitraggio è un vestito su misura, fatelo vostro”. Un lungo applauso precede le numerose domande di vita che vengono rivolte ad Andrea, che con brillantezza fornisce risposte mai scontate.
Un autografo sul nuovo libro dei ricordi e la consegna dal parte del presidente Adriano Sinibaldi di una targa celebrativa suggellano una riunione che ci ha permesso di aggiungere un altro tassello a questo incredibile sport. Grazie Andrea!
Il presidente, Adtiano Sinibaldi, al momento della consegna della targa