OGNI TRAGUARDO È UN PUNTO DI PARTENZA: IL SOGNO CONTINUA

L'internazionale Paolo Mazzoleni ospite dell'Aia di Como; conoscere se stessi, curare i dettagli, sapere che nulla è precluso: i pilastri di uno sport che è scelta di vita.
Un Paolo Mazzoleni a “ruota libera” ha illuminato la sala gremita di giovani associati che difficilmente scorderanno i punti fissi che l’ospite illustre dall’alto della sua esperienza arbitrale (nell’AIA dal ’91 ed oggi nell’élite europea) ha indicato per divenire veri arbitri. Una riunione priva di filmati e analisi tecniche: ciononostante per un’ora e mezza lo sguardo è stato fisso sul relatore, quasi ancora increduli che colui al centro di palcoscenici di massimo livello nazionale fosse così spontaneo, umile e davvero penetrante nei cuori e nei sogni di ognuno di noi. Tanti i messaggi di incoraggiamento e di entusiasmo durante il racconto della sua scalata fino alla Serie A: “Nulla è precluso, la vostra unica forza sarà sognare e - esordisce Paolo -, seguendo i grandi dirigenti che incontrerete nella vostra carriera, potrete vivere a fondo l’esercizio di solitudine straordinaria che è l’arbitraggio”. Uno sport, ci racconta, che deve essere basato su scelte di vita, prima ancora che di campo, affinché si possa diventare una persona positiva e migliore di quella seduta anni prima tra i banchi del corso arbitri.  “Nessuno ti perdonerà nulla e allo stesso tempo nessun altro deciderà la tua carriera: sarete voi, con le vostre scelte nel curare i dettagli a vivere occasioni che passano una sola volta”. Gli appunti si infittiscono quando Paolo scandisce a chiare lettere i tre pilastri che ci permettono ogni domenica di arrivare al 90’ capaci di prendere decisioni fondamentali e consapevoli di essere stati nelle condizioni di non aver rimpianti perché si è dato il massimo. “Dovete conoscervi dal punto di vista fisico e solo così l’allenamento si trasformerà nel vostro naturale compagno di viaggio: per arrivare in alto avrete bisogno di tanto ossigeno”, perché se è una fortuna arrivare agli ultimi minuti con lucidità è altrettanto vero che le rinunce verranno ripagate con i risultati in campo. Insieme all’aspetto atletico, ormai parte indissolubile dell’arbitro moderno, si deve approfondire la preparazione alla gara che andremo ad affrontare: “l’arbitro importante cura i dettagli dalla designazione al briefing pre-gara, tramite anche un continuo aggiornamento regolamentare che non deve mai mancare: ogni partita di calcio in tv è la vostra partita, imparerete dagli errori dei colleghi solo guardando la realtà con occhi da arbitro”. Infine, prime delle numerose domande tanto attese da tutti i colleghi comaschi, Paolo ha voluto soffermarsi sull’aspetto comportamentale di un arbitro. “La bravura di un collega non è misurabile con il fischiometro, né con la percentuale di errore al termine di una partita, ma - ci spiega - con il tempo di reazione all’errore stesso: più basso sarà il tempo nel resettare una decisione sbagliata, più saremo in grado di affrontare il resto della nostra prestazione con autostima e quella giusta adrenalina che ci permetterà di risollevarci non solo in campo, ma anche in allenamento, come nella vita”. La lezione tecnica è volata d’un fiato ed ora largo alle tante domande, tutte opportunamente analizzate e approfondite dall’ospite, come le foto di rito che rimarranno impresse nei giovani arbitri della sezione di Como. “Non dimenticate mai di sognare con l’entusiasmo di chi affronta ogni traguardo come un punto di partenza”. Grazie Paolo per il tuo entusiasmo e per aver realizzato il sogno di molti giovani ragazzi: conoscere un 
arbitro internazionale!